ANIJA LA NAVE

ANIJA LA NAVE

di Roland Sejko (disponibile dal 25 giugno)

Sinossi

Nei primi giorni di marzo del 1991, all’orizzonte della costa Adriatica dell’Italia meridionale fecero la loro apparizione fantasmagorica alcune navi che con il loro carico umano hanno segnato l’inizio di quello che sarebbe stato chiamato “l’esodo degli albanesi”. La metafora biblica non era, questa volta, un’esagerazione, mai nella storia del dopoguerra si era vista una fuga collettiva di quelle dimensioni. Chi erano quelli sulle navi? Da che paese partivano? E dove sono oggi, 20 anni dopo? Questo è il racconto di una fuga e di un viaggio, nella ricostruzione dei tre grandi esodi degli albanesi. A differenza di altri documentari che si sono occupati del tema concentrandosi sull’arrivo, questo si focalizza soprattutto sulla partenza della nave, cercando di capire le ragioni della fuga, e raccontando per la prima volta “l’arrembaggio” delle navi.

L’autore

Io stesso non mi rendevo assolutamente conto di quello che stavo facendo, quando sono partito. Avevo solo 23 anni, e da un momento all’altro ho realizzato che si poteva fuggire dall’Albania. Così sono salito su quella nave.

Se gli italiani sono soliti chiedere ad un albanese appena incontrato “Come ti trovi in Italia?”, gli albanesi tra di loro rompono il ghiaccio chiedendo “Come sei arrivato in Italia?”. C’è un certo orgoglio quando la risposta è “Sono arrivato con le navi dell’esodo”. La domanda che segue è di rito. “Con quale nave?” Che sia Legend, Vlora, Kallmi, Lirija, Skenderbeu, Kavaja, Drashovica, Kater i Rades o altra non c’è occasione che l’interlocutore, se non è stato sulla tua stessa nave, non abbia avuto un fratello, un cugino, un parente, un vicino di casa su quella nave. Come se si rivendicasse un’appartenenza collettiva, addirittura nazionale, alle navi dell’esodo, all’arrembaggio, all’attraversamento del mare, al viaggio. Poche ore prima che diventassimo ‘immigrati.’ Quando eravamo, ancora, fuggiaschi.

Roland Sejk

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4 Risposte

  1. gibellini.sergio@gmail.com ha detto:

    Veramente commovente questo bellissimo film documentario, bellissime le musiche e le immagini.
    Il fallimento del precedente regime dittatoriale lascia sgomenti, ma anche le truffe finanziarie alla nascita della democrazia.
    Credo che anche oggi in un sistema sociale di tipo occidentale la situazione per molti è tutt’altro che ideale.
    Ad esempio l’assistenza sanitaria ed il costo di farmaci e materiale sanitario è proibitivo per le fasce più povere.
    Grazie a Zalab per avero proposto questo film

  2. Tiziana De Monte ha detto:

    Bel documentario belle immagini e interessanti storie di vita. Una storia recente in un paese vicinissimo che spesso e rapidamente dimentichiamo nonostante i ricordi dei telegiornali, importante capire e approfondire. Grazie a chi ha deciso di girare il documentario e a Zalab

  3. Francesco Esposito ha detto:

    Complimenti. Mi é piaciuto molto. Lavoro con MSNA e ci sono alcuni ragazzi albanesi a cui sarebbe utile conoscere quello che è successo a molti loro connazionali.

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